Il sondaggio è stato chiuso il 13 gennaio 2018.


Prima parte: sul profilo dei frequentatori (Grafici votazioni prima parte)

I frequentatori della III edizione della LIA hanno un’età variegata come anche la loro formazione; in maggior parte provengono dalla regione Lazio ed appartengono all’Arma dei Carabinieri e alla Polizia di Stato. Rispetto alle precedenti edizioni è aumentata la percentuale (6%) dei partecipanti che provengono dalla Procura della Repubblica.

Seconda parte: sugli argomenti trattatti alla LIA (Grafici votazioni seconda parte)

L’85% dei frequentatori ha partecipato per la prima volta alla LIA e, per motivi di lavoro, il 96% è a diretto contatto con i temi trattati. Il 77% ritiene che per il proprio lavoro occorra una conoscenza adeguata dei temi trattati, auspicando che tutti gli aspetti (tecnici, amministrativi, legislativi) vengano trattati nella medesima misura. Nel dettaglio, la maggior parte di loro non ha specifici interessi nel settore amministrativo, invece vorrebbe approfondire maggiormente gli aspetti tecnici relativi ai tabulati di traffico storico e alla localizzazione (oltre che implicitamente all’intercettazione) e vorrebbe approfondire le leggi attuative della riforma e, in genere, le sentenze della Cassazione.

Terza parte: la valutazione di questa edizione della LIA (Grafici delle votazione sulla terza parte)

Il 71% dei frequentatori ha valutato la LIA#2017 con il massimo dei voti pari a 5 (la scala era da 1 a 5), la restante percentuale di loro ha dato un 4. Il livello percepito è alto ma ritenuto necessario per una corretta comprensione. Il 54% ritiene che la LIA sia utile anche come scambio di esperienza tra colleghi. Anche in questa edizione la totalità dei frequentatori (100%) consiglierebbe la partecipazione della LIA ai propri colleghi mentre il 68% vorrebbe che la LIA diventasse il riferimento formativo in tema (queste due ultime rilevazioni sono un punto di orgoglio per gli organizzatori della LIA, confermati anche nelle precedenti edizioni).

Quarta parte: un parere qualificato sulla riforma delle intercettazioni (Grafici delle votazioni sulla quarta parte)

Ai frequentatori della terza edizione della Lawful Interception Academy abbiamo chiesto un parere (qualificato, per la tipologia di frequentatori) sulla riforma delle intercettazioni in Italia.

Indiscussa la percentuale, pari all’80%, di coloro che ritengono che il settore in Italia abbia necessità  di una riforma, tuttavia il 64% ritiene che l’attuale riforma, benché necessaria, non sia efficace perché andrebbe perfezionata.

Si equiparano quasi i due fronti di coloro che sono totalmente positivi verso la riforma rispetto a quelli che sono totalmente negativi. L’11% la considera necessaria e efficace, il 10% la ritiene non necessaria e non efficace (10%).

Tra i soggetti che avrebbero le competenze per rendere evidente l’esigenza di una riforma cè la magistratura, per il 41%, e le forze di polizia, per il 29%. Solo il 14% ritiene che il Legislatore abbia le competenze per farlo ed il 73% ritiene che quest’ultimo, quando se ne è occupato in passato, abbia posto attenzione maggiormente agli aspetti di privacy.

Il 56% ritiene che l’intercettazione, in qualità  di strumento di ricerca della prova, sia utilizzata in Italia nella giusta quantità, ma al contempo viene evidenziata la mancanza di una regolamento tecnico alla base (per il 15%). Solo l’8% ritiene che sia uno strumento eccessivamente utilizzato, percentuale pari agli indecisi (7%).

Per risolvere le problematiche attuali, la totalità (il 100%) ritiene che la soluzione a breve termine sia quella di istituire a) una competenza specifica a livello nazionale, con un Ufficio permanente di riferimento come già accade all’estero, e b) investendo in una formazione specifica per gli addetti ai lavori appartenenti alla Pubblica Amministrazione (comprese le forze di polizia).